venerdì 15 febbraio 2013

18 maggio: ritorna l'Oral Cancer Day


L’attenzione del mondo dell’odontoiatria e in particolare di A.N.D.I. l’Associazione Nazionale Dentisti italiani, verso i problemi delle patologie fumo-correlate nasce da dati statistici impressionanti.
L’OMS definisce il fumo di tabacco come “la più grande minaccia per la salute nella Regione Europea” e la seconda causa di morte nel mondo con 4-5 milioni di decessi per malattie fumo-correlate. Gli studi epidemiologici hanno dimostrato come sia forte il collegamento fra mortalità per oltre 40 patologie e consumo di sigarette e nei Paesi industrializzati il fumo attivo è la prima causa di morte evitabile e prevenibile.
L’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato come in  Italia ci sono 12,5 milioni di fumatori attivi, un quarto della popolazione sopra i 14 anni, e 16milioni di fumatori passivi. Si calcolano più di 90mila morti l’anno per patologie fumo-correlate che si ascrivono per 40mila casi a tumori, per 35-50mila casi a patologie cardio-cerebro-vascolari, 1500 casi a malattie respiratorie. Ed il 35% dei casi di decesso avvengono in soggetti di età compresa fra i 35 e i 65 anni.
Il dato più allarmante rilevato dall’Istituto Nazionale dei Tumori è che si è abbassata ulteriormente l’età della prima sigaretta fumata: si comincia a 14-15 anni e l’emergenza riguarda 1,4 milioni di giovani nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni; a confermare la gravità della situazione anche il fatto secondo cui fra i 15 e i 17 anni, circa 140mila sono coloro che fumano mediamente 10 sigarette al giorno. Una dipendenza che resta per circa la metà dei giovani che hanno iniziato a fumare a questa età.
Sono 4mila le sostanze tossiche create dalla combustione del tabacco e le più importanti per le conseguenze sulla salute sono la nicotina, il monossido di carbonio e il “catrame” o condensato e sono oltre 25 le patologie correlate al fumo evidenziate in un grande studio epidemiologico condotto su oltre 30mila medici inglesi negli anni ’50. Oltre al tumore al polmone che da solo mostra un rischio 30 volte superiore per il fumatore rispetto al non fumatore, numerose sono le patologie che si associano al fumo come i tumori all’esofago, allo stomaco e al pancreas, alla vescica, al rene e alla cervice uterina ma quelli che riguardano in modo particolare l’odontoiatria, sono relativi alle vie aree, laringe e cavo orale.
Da questa consapevolezza nasce l’impegno che da sette anni vede ANDI impegnata a diffondere e sensibilizzare l’opinione pubblica al pericolo del fumo per la salute; e così da sette anni ANDI organizza un’importante iniziativa come L’Oral Cancer Day che mira non solo ad informare ma ad intervenire concretamente con la prevenzione.
Per un mese infatti i dentisti ANDI visitano gratuitamente coloro che vogliono sottoporsi ad un controllo; la prevenzione, infatti, è l’unica azione che può offrire concreti benefici e vantaggi per evidenziare subito l’esistenza di un eventuale problema di salute.
“In effetti, intervenire con tempestività e prima ancora che la malattia mostri tutta la sua invasività, permette di risolvere positivamente molta parte delle patologie che riguardano il cavo orale – spiega il Presidente di ANDI Pavia e Vicepresidente di ANDI Lombardia il Dottor Giuseppe La Torre (nella foto) -. Quindi la prevenzione è strategica e premiante, sempre. E non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che stili di vita corretti costituiscono la base per la prevenzione di patologie così gravi come i tumori provocati dal fumo, a maggior ragione ricordando, come dimostrano i dati statistici, che l'età della prima sigaretta fumata è ormai scesa ai 15 anni. Informare diventa quindi essenziale, e noi dentisti ANDI saremo di nuovo in prima linea anche quest’anno a partire dal 18 maggio quando per la settima volta, prenderà il via, con l’Oral Cancer Day, il mese dedicato alla prevenzione delle patologie del cavo orale durante il quale chi vorrà sottoporsi a visite di controllo, potrà farlo gratuitamente presso gli studi dei nostri associati che aderiranno all’iniziativa. Un dovere morale imprescindibile anche questo per costruire una nuova sanità, che s’impegni a salvaguardare la vita umana".