lunedì 10 dicembre 2012

Trasmettere passione ed entusiasmo ai giovani odontoiatri

Il numero di dicembre 2012

Sul numero di dicembre de Il Dentista Moderno è pubblicato un intervento del Presidente di ANDI Pavia il Dottor Giuseppe La Torre in risposta ad un editoriale firmato dal Dottor Dino Re (in foto) famoso odontoiatria milanese, nonché docente universitario, membro di molte associazioni scientifiche e figura di grande prestigio, nonché autore di oltre un centinaio di pubblicazioni. Il Dottor Re è anche membro del Comitato Scientifico de “Il Dentista Moderno", edito da Tecniche Nuove, il cui Direttore Scientifico è il Dottor Luigi Paglia, Segretario Culturale di ANDI Milano-Lodi.
Dottor Dino Re
L’editoriale è intitolato “Il tempo è denaro, ma non solo” e pone l’attenzione sul cambiamento sociale in atto, frutto dalla crisi che genera disoccupazione, instabilità politica, contrazione nei consumi di ogni genere con il conseguente aumento delle spese a fronte però, di minori entrate per le strutture sanitarie che hanno, quindi, fatto registrare una flessione nei servizi offerti.
I pazienti, annota il Dottor Re, in questa condizione d’incertezza decidono spesso di rinviare le cure odontoiatriche non immediatamente necessarie e molti odontoiatri hanno dovuto riprogrammare la propria attività.
“Una minor affluenza alla poltrona da un lato può generare sconforto e preoccupazione, ma dall’altro può essere considerata un'occasione per svolgere meglio il proprio lavoro – scrive l’editorialista -. Avere più minuti da dedicare ai propri pazienti significa accrescere il valore umano delle relazioni, migliorare ulteriormente lo stato dell’arte delle tecniche adottate. Disporre di più tempo libero significa poterlo dedicare ad altre attività o a rivedere l’organizzazione della propria impresa. In particolare, dopo anni di crescita tumultuosa dell’attività che non richiedeva particolari approcci gestionali, potremmo davvero concentrarci sulla valutazione costo/beneficio dei trattamenti che proponiamo, sulla valutazione dell’impatto economico e sulla qualità del trattamento delle nuove tecnologie che continuamente bussano per entrare nei nostri studi. Forse un approccio più razionale agli aspetti gestionali della nostra attività diventerà nel futuro la trincea da cui salvaguardare l’eticità del rapporto medico-paziente in un periodo in cui esso è fortemente minacciato da approcci prettamente commerciali”.
“Tutto ciò negli anni potrebbe avere esiti più positivi, che negativi – conclude il Dottor Re - sulla nostra professione. Il tempo è prezioso, soprattutto nella realtà che stiamo vivendo; non si può fermare e nemmeno comperare. Usiamolo al meglio e con ottimismo, come fosse un regalo, per noi e per gli altri”.

A queste dichiarazioni ha risposto il Presidente di ANDI Pavia e Vicepresidente di ANDI Lombardia Dottor Giuseppe La Torre (in foto), inviando all’editorialista un commento che è stato pubblicato a pagina 10 della rivista, con il titolo “Trasmettere passione ed entusiasmo”.
Un’interpretazione positiva e aperta alla speranza con l’attenzione soprattutto rivolta ai giovani che si affacciano alla professione.
Riportiamo, di seguito, il testo integrale pubblicato su "Il Dentista Moderno":
Dottor Giuseppe La Torre
“Uno tra i maggiori problemi della nostra categoria è l’estrema varietà di formazione, situazione, dedizione e passione professionale; tra noi convivono studiosi e ricercatori, ottimi professionisti, onesti professionisti, mediocri operatori, doppiolavoristi, medici generici sottooccupati, prestanome. Coesistono realtà molto diverse per tipologie, obiettivi, servizi, redditi. Tralasciamo per decenza le forme illecite . Ne consegue una ovvia difficoltà di analisi, condivisione, soprattutto elaborazione di soluzioni essendo così multiformi i problemi.
Noi “over50”, avendo vissuto tempi migliori e decorosamente sopravvivendo grazie al fortunato consolidamento delle passate opportunità, potremmo condividere il punto di vista suggerito. Assicuro però che i nostri giovani colleghi, dei quali spesso ascolto lamenti e proteste, considerano fuori luogo - o francamente offensive - opinioni del genere, aspettandosi dalla generazione che li precede meno egoismo, cioè qualcosa di più e di meglio.
A loro dobbiamo trasmettere passione ed entusiasmo, non pazienza ed accettazione; suggerire soluzioni fattive, non di retroguardia; proporre opportunità nel presente, affinché il futuro possa apparirgli meno avaro e meno incerto”.