martedì 30 ottobre 2012

La voce del Presidente di ANDI Pavia: "Repetita iuvant...!!!"

Il putiferio scatenato fra i dentisti italiani dalle trasmissioni di Striscia non ha avuto sosta nemmeno dopo la  replica del Presidente nazionale di ANDI valutato dalla quasi totalità dei post di Facebook, non all'altezza della situazione e soprattutto niente affatto incisivo per lo scopo che si proponeva, ovvero la difesa della categoria, e dunque criticato spesso senza mezzi termini in quanto deleterio forse quanto e più dei servizi di Striscia.
Dunque in questo momento si inserisce l'intervento del Presidente di ANDI Pavia Giuseppe La Torre che riporta a conoscenza di tutti gli iscritti di ANDI Pavia un proprio intervento pubblicato sul sito ufficiale di ANDIPavia e che reca la data del 2008 ma che, seppur vecchio di ben cinque anni, in realtà appare ancora attuale, anzi attualissimo.
Lo si riporta qui di seguito nella versione integrale inviata con una newsletter a tutti i soci pavesi.


"A seguire, un mio scritto del 2008; risulta ancora attualissimo. Chiara dimostrazione che in cinque anni non è cambiato nulla. Lo ripropongo volentieri; potrebbe stimolare nuove riflessioni.

Da più parti pervengono considerazioni sulla difficoltà di accesso alle cure odontoiatriche private, per via del loro alto costo. E' vero, le cure odontoiatriche sono costose, ma perché? Credo sia giunto il momento di prendere la parola per offrire all'opinione pubblica una corretta analisi della situazione. Non possiamo più accettare supinamente che si attribuiscano al Dentista colpe che non ha. Si sta parlando della salute orale della popolazione. O, meglio, della popolazione costretta a trascurare la propria salute orale per insufficiente disponibilità finanziaria. Come affrontare un problema di tale rilevanza sociale? E' evidente: con un efficiente servizio di Odontoiatria supportato economicamente dal SSN, come in genere tutta la Sanità. Però, purtroppo, le Strutture pubbliche esistenti in Italia riescono a soddisfare solo circa il 5% delle prestazioni odontoiatriche richieste, e non intendo approfondire con quali risultati e quanta soddisfazione degli Utenti.

Il dottor Giuseppe Renzo, Presidente della CAO in seno alla FNOMCeO, dichiara in un comunicato stampa in data 3 gennaio 2008: "occorre ricordare che la cattiva assistenza pubblica deriva in primo luogo dall'oneroso costo dovuto a inefficienze, disorganizzazione generalizzata, strutture fatiscenti. A questo bisogna associare le ampie sacche di illecito che più volte assurgono agli onori della cronaca". Bisognerebbe potenziare il sistema con nuovi Centri e maggior personale qualificato. Ma, nonostante il proliferare di Strutture accreditate, che offrono le più disparate prestazioni sanitarie, l'Odontoiatria viene sistematicamente tralasciata.
Il motivo? Incredibile ma semplice: è un'attività in passivo!

E' un dato di fatto inconfutabile: nessuno è riuscito a gestire l'Odontoiatria pubblica chiudendo i bilanci in attivo. La Sanità italiana coi conti perennemente “in rosso” non vuole evidentemente investire in una ulteriore attività in perdita e le Società finanziarie (con dichiarato scopo di lucro) che accreditano le molte Case di Cura private, se ne guardano bene. Preferiscono dedicarsi a TAC, risonanze magnetiche ed esami del sangue, gestire riabilitazioni fisioterapiche e lungodegenze. Perfino le Compagnie di assicurazione e i Fondi sanitari privati guardano all'Odontoiatria con grande prudenza e malcelata sofferenza. Vari Governi, attratti da un'apparente (direi "storica") alta remuneratività della nostra Professione, hanno provato in tutti i modi a inserirsi nel "sistema", verificando l'impossibilità di controllare l'Odontoiatria; qualcuno ha pensato che immettere sul mercato un gran numero di Dentisti avrebbe, secondo una ben nota logica economica, creato un clima di sana competizione producendo un abbassamento degli onorari.
In definitiva, cure odontoiatriche per tutti a basso costo. Non è andata così.
Purtroppo nessuno ha pensato di fare l'unica cosa sensata: chiedere agli Odontoiatri come gestire l'Odontoiatria! Come si suol dire, hanno fatto i conti senza l'oste, e più o meno consapevolmente hanno messo in ginocchio una categoria: un numero di Professionisti che, tutti insieme, non riempiono lo stadio di San Siro, ma muovono un indotto economico di notevole rilevanza, con confini difficilmente quantificabili da chi non conosce il Settore; e, considerazione socialmente rilevante, un sistema totalmente privato che soddisfa il 95% della richiesta di cure stomatologiche, quelle che lo Stato non è in grado di erogare. Hanno creato una pletora odontoiatrica, questo sì.
Abbiamo un numero di Odontoiatri più che doppio rispetto alle reali esigenze del Paese; la recessione economica, le difficoltà burocratiche, una fiscalità particolarmente pesante contribuiscono ad alimentare forti preoccupazioni sul futuro della Professione. Che non è più fonte di redditi appetibili.
I più "vecchi" di noi, radicati sul territorio, conosciuti ed apprezzati dai propri Pazienti, riescono ancora - a fronte di un grande impegno lavorativo - a mantenere un adeguato tenore di vita; ma un giovane neolaureato che si affaccia sul povero mercato inflazionato di oggi, non ha alcuna speranza: se non lo è già, non diventerà certo ricco facendo questo lavoro. Non ci pensano nemmeno, i giovani Colleghi, ad aprire nuove costose strutture con le attuali prospettive di sotto occupazione. Preferiscono offrirsi come collaboratori in Studi già esistenti, spesso con compensi inferiori a quello di una badante filippina.

Proviamo a fare due conti in tasca al Dentista.
Due premesse molto, molto importanti; la prima: noi siamo Medici specialisti o Odontoiatri, talvolta tutte e due le cose, e quindi operatori laureati eroganti prestazioni (diagnosi, interventi chirurgici, terapie, cure e riabilitazioni), e non venditori di materiali (protesi, corone in ceramica o mascherine sbiancanti). Non vendiamo impianti osteointegrati e dentiere, li utilizziamo per riabilitare l'apparato stomatognatico.
Il continuo tentativo di mercificare la Professione contrattando sul prezzo delle prestazioni è un grave errore procedurale, anche deontologicamente scorretto.

La seconda: il Dentista, se puoi, te lo scegli, e quando trovi quello che ti soddisfa te lo tieni e gli affidi la tua salute orale e quella dei tuoi figli; è un rapporto particolare quello che si instaura col Dentista, ancor più che con il Medico Condotto dei tempi andati, che ti conosce bambino e ti vede crescere accompagnandoti negli anni; sa tutto di te, e tu ti fidi di lui.
Accettati come postulati questi elementi fondamentali, analizziamo un'ipotesi di costo; supponiamo un dialogo esplicativo con un ipotetico paziente: caro paziente, in uno Studio Dentistico trovi un Odontoiatra, magari anche un Igienista, e almeno un Assistente alla poltrona: li vuoi pagare come se fossero tre manovali apprendisti? Bene, sappi che l'ora riservata per l'appuntamento che hai richiesto costa già 150 euro. Un'ora, tre persone a tua disposizione. Un Medico Dentista, dopo le scuole superiori, ha studiato ancora 9 (nove!) anni, per poter fare quello che fa con cognizione di causa; come l'Ortopedico o l'Otorinolaringoiatra; ma non importa, consideriamo lui e il suo staff come apprendisti. 150 euro.

Quando ti siedi su un riunito odontoiatrico (la cosiddetta "poltrona") tu giustamente pretendi (e noi non potremmo e non vogliamo fare altrimenti) un ambiente disinfettato, materiale monouso per quanto possibile, strumentario sterilizzato in autoclave, apparecchiature moderne ed efficienti, garanzia di non contrarre infezioni. Hai mai noleggiato una Fiat Panda per un'ora? O un motorino a Riccione, per un'ora? Quando entri e ti siedi in uno Studio dentistico, tu stai praticamente noleggiando una Porsche (100.000,00 euro) per un'ora. Vuoi quantificare questo costo con 50 euro?
Ridicolo, ma facciamo 50 euro. Andiamo avanti: l'ora che ti è dedicata serve per curare una carie e ricostruire il dente: la più frequente e banale (?!?) delle terapie: facciamo un'anestesia! A te importa solo di non sentir male e per tua fortuna nella maggior parte dei casi sono sottovalutati i rischi connessi ad un intervento routinario e banale (?!?) come un'anestesia.
Solo quando sei dal Dentista, perché quando sei dall'Ortopedico piuttosto che dal Ginecologo o dal Dermatologo, allora l'anestesia diventa un intervento nell'intervento, rilevante e fonte di grandi preoccupazioni.

Non importa, adesso passiamo alla cura: tu lo sai quanto costano i piccoli (e fragili) strumenti, ed il materiale che usiamo per rimuovere la carie dal tuo dente, disinfettare la cavità che abbiamo creato, isolare la polpa vitale e la dentina, ricostruire l'elemento danneggiato?
Non puoi saperlo, a te interessa che non faccia più male, che sia bello (né troppo chiaro, né troppo ruvido), che abbia riacquistato la sua funzione. Facciamo 50 euro.
La radiografia diagnostica che ti é stata preventivamente effettuata presuppone, una volta acquisita, la sua custodia con procedure adeguate (DPS) perché è un "dato sensibile" e la legge sulla privacy prevede denunce penali; inoltre l'apparecchio radiografico che abbiamo utilizzato per ottenerla è obbligatoriamente sottoposto al periodico controllo di un Esperto Qualificato e di un Fisico Sanitario. Gratis? Certamente no! Non è affar tuo, ma tutto ciò che resta sul servomobile (il "tavolino") è per noi un "rifiuto speciale" che deve essere smaltito tramite una Ditta specializzata e certificata; gratis? Certamente no!
Facciamo in tutto altri 50 euro. Adesso, è il momento di pagare il conto: se ti si chiede 300 euro, come la prendi? Difficilmente, anche se del tutto giustificati, ti si chiederanno 300 euro per un'otturazione; quei 300 sono la metà della tua pensione, oppure un quarto del tuo stipendio, o anche il passeggino del piccolo, il giubbotto nuovo per tua figlia, la retta dell'asilo, la rata del mutuo... per curare un dente!

Adesso devi sapere, caro paziente, che quand'anche pagassi 300 euro, nelle tasche del Dentista ne resterebbero soltanto meno di 50 (cinquanta!).
Perché?!? Semplice: applichiamo i centri di costo calcolati e validati per gli Studi Dentistici: il 60% del ricavato se ne va in spese di consumi, materiali e personale dipendente: restano 120 euro; su questi paghiamo le tasse: la percentuale di tassazione che grava su una prestazione medica libero-professionale è circa del 60% (sessanta per cento!!). Circa il 45% di imposte indirette, il resto se ne va tra previdenza (12,70%) e IRAP (4,25%). Totale: 120 euro meno il 60% = 48 euro.
Abbiamo detto di un dente, in un piccolo Studio Monoprofessionale, con un giovane neolaureato come operatore: non anni di esperienza, non titoli, non specializzazioni o strumentazioni particolari; solo un giovane Odontoiatra, col minimo personale ausiliario necessario, il minimo delle attrezzature necessarie, i necessari adempimenti di legge.

E se veramente incassasse 300 euro, per quella prestazione ne guadagnerebbe meno di 50!
Un'ora dal Dentista, in un costoso contesto di attrezzature, materiali, adempimenti, regole, dipendenti, ammortamenti, rischio di impresa... Davvero ti sembra troppo?
Un consulto di un qualsiasi altro Medico Specialista, privatamente erogato, può costare tranquillamente 200/300 euro; mezz'ora, un lettino, un fonendoscopio: nessuna protesta...
Nessun avvocato ti ascolta per un'ora, e scrive una lettera per te per meno di 300 euro. Una scrivania, una penna, quattro anni di studi universitari...Ho sentito lamentele riguardo il costo degli atti notarili, ma nessuno se la prende direttamente col Notaio...
Perché mai, invece, il Dentista é il capro espiatorio di tutti i problemi dell'Odontoiatria? Pochi sanno quanto costa una protesi d'anca o un intervento di appendicectomia, una cataratta, un trapianto di fegato: cifre spaventose ma non sono direttamente a carico del malato, quindi non incidono direttamente sul bilancio familiare di fine mese. La cura odontoiatrica sì, perché il SSN non se ne fa carico.
Questo è il punto nodale, la chiave di volta!
Il problema consiste nell'incapacità del SSN di proporre una seria politica sanitaria nel settore odontoiatrico; parallelamente, se il Ministero delle Finanze moderasse i suoi appetiti fiscali, le nostre prestazioni potrebbero costare fino alla metà, senza mortificare i nostri onorari e con unanime soddisfazione. Non è giusto prendersela col Dentista, é anche lui una vittima del medesimo sistema.

ANDI, la più importante Associazione di categoria che ho il privilegio di rappresentare nella provincia di Pavia, avrà un gravoso compito da svolgere nel prossimo futuro. Dovrà avere la lungimiranza di compattare tutto il comparto dentale, e la forza di guidare una sorta di rivoluzione del settore, affrontando il problema come noi pensiamo si debba fare: non costruendo supermarket odontoiatrici per offrire prestazioni di bassa qualità e poter così ridurre (di poco) i prezzi, ma piuttosto affrontando il Legislatore nelle opportune sedi per ottenere un abbattimento reale e consistente dei costi attraverso importanti sgravi fiscali, procedurali e normativi; offrendo in cambio, nella più sincera e completa collaborazione, la propria competenza, la propria forza-lavoro e la propria capillare organizzazione per raggiungere il comune obiettivo di monitorare la salute orale dei cittadini, curare i bisognosi, amplificare la campagna di prevenzione che con grande entusiasmo i Dentisti ANDI portano avanti autonomamente e gratuitamente da anni.
In Provincia di Pavia circa 400 Soci ANDI potrebbero collaborare col SSN; quattrocento Studi Dentistici, perfettamente gestiti.

I giovani Colleghi sottoccupati o totalmente disoccupati potrebbero essere integrati negli Studi esistenti per ottimizzare gli investimenti e i tempi operativi. Essendo tra l'altro affrancati da "insane tentazioni", dettate dalla necessità di lavorare, quali il prestanomismo. Ciò che in realtà allontana la popolazione dalle cure odontoiatriche non è l'ingordigia del Dentista, bensì una fiscalità eccessiva, costose e talvolta inutili procedure ed imposizioni legali che equiparano i nostri Studi alle grandi strutture polispecialistiche; e la mancanza di volontà o forse l'impossibilità delle Amministrazioni di risolvere il problema.
ANDI Pavia combatterà la sua battaglia, difficile ma necessaria. Il comune obiettivo è una Odontoiatria eccellente e alla portata di tutti. La corretta attribuzione delle responsabilità ed il conseguente giudizio sociale è comunque di per sé un passo verso la soluzione del problema.

Dott. Giuseppe La Torre
Presidente ANDI PAVIA