martedì 30 ottobre 2012

Il via alle proteste contro la prima trasmissione di Striscia del 4 ottobre.

Dopo una lunga pausa durata qualche mese, nel corso della quale è stato ripristinato il sito ufficiale di ANDI Pavia, è la volta ora di restituire operatività anche a questo blog.
Come avevamo spiegato, questo luogo è rimasto attivo come supporto al sito www.andipavia.it voce ufficiale e organo d'informazione della sezione pavese di ANDI, al fine di ampliare sia la possibilità di comunicazione del sito stesso, sia per accogliere in modo diretto le vostre impressioni di Soci.
Un canale comunicativo ulteriore che va dunque ad ampliare e a completare l'offerta comunicativa di ANDIPavia.

Quale migliore occasione  per una ripresa delle attività congiunte, se non quella fornita dalle bordate contro l'attività degli odontoiatri italiani messe a segno dalle trasmissioni di Striscia La Notizia messe in onda a partire dallo scorso 4 ottobre?
Le reazioni non si sono fatte attendere e una è stata scelta per essere pubblicata sulla pagina di Facebook, presa a simbolo di tutte quelle pervenute ad ANDI Pavia; è quella del Socio ANDI Pavia Dottor Angelo Gallinari che si rivolge al Presidente nazionale e a quello provinciale di Pavia.

"All'attenzione del Presidente Nazionale Andi e al Presidente Andi Provinciale di Pavia
Sono un socio Andi di Pavia e tra mio padre prima ed il sottoscritto si è iscritti all'associazione da più di 50 anni.
Faccio presente che alcuni anni fa al presidente di allora ho scritto per ben due volte riguardo a servizi televisivi sul turismo odontoiatrico ma  non ho mai avuto risposte.
Purtroppo i mezzi di informazione (giornali e televisione) hanno continuato a reclamizzare questa forma di odontoiatria che si può trovare fuori confine.
Spero che giunti a questo punto la nostra categoria non rimanga succube di una realtà che ci vuole fare apparire sotto una cattiva luce.
Logicamente lamentarsi e non proporre niente è facile per cui vi sottopongo alcune mie considerazioni, riflessioni e conclusioni.
CONSIDERAZIONI
E' giusto, come accennato nel comunicato stampa, fare notare alla cittadinanza la differenza che esiste tra la gestione economica di uno studio odontoiatrico in Italia ed uno studio nei Paesi dell'Est. L'ANDI dovrebbe fare uno sforzo ulteriore e precisamente fare i conti in tasca e sono certo che, nonostante i nostri tariffari siano più cari, gli odontoiatri italiani causa le eccessive spese e  tasse guadagnano meno dei colleghi o presunti tali che lavorano nei Paesi confinanti.
RIFLESSIONI
Lo Stato di fronte a questa situazione cosa sta facendo? Ci sta tassando sempre di più e di conseguenza noi siamo costretti o a guadagnare meno o ad aumentare i nostri tariffari.
Il servizio di " Striscia la notizia" è la famosa goccia che fa traboccare il vaso in quanto è una delle trasmissioni più viste dagli Italiani, ma purtroppo trasmissioni, specialmente della RAI, è da anni che mandano in onda servizi di questo tipo.
Non si rende conto lo Stato che tutto questo è a suo svantaggio? Denaro che viene portato all'estero, minore reddittività dei nostri studi e di conseguenza minore introiti dalle tasse che siamo costretti a pagare, minore consumo di materiale e minor ricavo dall'IVA.
Penso che non bisogna essere bocconiani per capire questi semplici concetti.

CONCLUSIONI
La nostra categoria è sempre stata lasciata sola, non è mai stata difesa nella sua dignità professionale da nessuna istituzione pubblica.
La piaga dell'abusivismo e del prestanomismo, che esiste dal tempo dell’età della pietra, è ancora presente. Le continue formalità burocratiche che tutti gli anni si aggiungono a quelle degli anni precedenti servono veramente ad una migliore qualità delle nostra professione o ci creano solo stress? Forse per questo ci obbligano a  compilare i moduli sul rischio di stress sul luogo di lavoro non rendendosi conto che è la burocrazia cui siamo sottoposti ad essere la prima causa di stress sul nostro lavoro.
Cosa fare: se un nostro paziente non è contento della prestazione ricevuta ci chiede sia i danni materiali che morali. Noi siamo contenti di come  cura e protegge la nostra professione lo Stato? Penso proprio di no, per cui se l'interlocutore Stato è sempre stato sordo alle nostre richieste e non ci protegge, l'unica maniera per fargli ritornare l'udito è di colpirlo nella parte a lui più cara: LE TASSE.
La nostra categoria insieme con le categorie di settore che hanno subìto e stanno subendo danni d'immagine ed economici dovrebbero proclamare uno sciopero fiscale fino a quando non si avranno garanzie in merito.
Mi chiedo anche se da un punto di vista legale è possibile che una trasmissione possa mandare in onda due servizi di tale contenuto decisamente denigratorio verso la nostra categoria.
E' possibile chiedere danni morali e materiali a chi ha mandato in onda questi servizi?
E' triste scriverlo ma se nel 1987, anno della laurea, mi avessero prospettato quanto sta accadendo attorno alla nostra professione sicuramente non l'avrai intrapresa con lo stesso entusiasmo che nonostante tutto è ancora presente.
Sperando di non avervi rubato troppo tempo nel leggere questo sfogo dettato principalmente dall'amore verso la nostra professione vi saluto cordialmente.
Angelo Gallinari"